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Le convinzioni delle 5.20 di mattina non hanno credibilità.

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Ieri per un attimo mi sono sentita come quei bambini poveri che sniffano la colla. E senza nessun doppio senso metaforico.
Avete mai provato a stare in una stanza con finestre chiuse mentre i vostri amici realizzano stancil in serie,modificano livelli con Photoshop, si fanno una qualche botta e una qualche viola? Ecco, l unica cosa che percepite è l odore della vernice spray. E non c e un cazzo di romantico. Giuro.
Non c e un cazzo di romantico in generale comunque.
L unica cosa figa é che nel giro di un’ora ti vengono in mente in stile tour Operator almeno 67 posti in cui vorresti essere, tranne che li! esotici ma anche nordici. Nessuna discriminazione.
L’infatuazione del mese verrà ricordata e sigillata da quella fantastica nube tossica.
Va beh, oggi comincia un weekend di lavoro, quindi rimando sbronze, eventuali voglie di gravidanze, acidi lattici a domenica.

Aggiungo che i 50enni di oggi mancano di neuro trasmettitori decentemente funzionanti. Se devo realizzare un video perché mi mandi dei file audio?!? Perché?!?
Anche le bestemmie le rimando a domenica.

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Nel mio tempo libero vado all ikea, do ripetizioni di filosofia, prendo lezioni di filosofia, preparo progetti con i ragazzi delle superiori, giro video con i ragazzi delle superiori, aiuto coinquiline a traslocare, faccio pole dance e tessuti e soprattutto corro.
Non solo corro, dopo faccio gli addominali le flessioni il plank e gli squat perché non ci sto più dentro col fitness.
Almeno lo ammetto.
I maschi mi fanno sclerare e io così non ci penso.
Bene, se sei al 114 squat e un tipo sconosciuto al parco ti tocca (tocca è un eufemismo)il culo a due mani un po mi gira il cazzo!
Soprattutto se vengo da una giornata in cui un po’ di cose le ho fatte e mi sono ridotta alle 20 e 40 per fare degli squat di merda.
L ho preso a calci.
Tu lurido schifoso stronzo sconosciuto che cazzo vuoi?!?
Mi tocchi il culo a due mani perché sto facendo gli squat e TU non ci stai dentro?!?!
Beh va beh.
Mi ha assolutamente cambiato la serata tutto ciò.
Quindi mentre organizzavo trapanature del muro, scambio divani e misure della scarpiera ho tirato un pacco a colui che amo e contattato quello che invece ‘secondomesigode’.
Che belli i giorni liberi mammamia!

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Forse visti i risultati dovrei smetterla di applicare alla mia vita contorte strategie

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Stasera sono uscita trenchidamat(anche un po’ figa in realtà per essere martedì)perché pensavo che carnevale fosse finito sabato.
Invece a quanto pare eravamo nel cuore.
Il cazzo ha cominciato a girarmi già quando ho visto Lennon e yoko ono (per dio), poi ha continuato a girare quando sono arrivati i segnali stradali (stop e qualcos altro non lo so non guido mai) ma l apice del giramento è arrivato con Renzi vestito da scout.
Cioè tu fammi capire vuoi scopare della figa travestito da renzi vestito da scout?!?!?!?
Aiuto.
Ho colmato questo vuoto con amiche intelligenti e un sacco d erba.
Ce n era perfino uno vestito dal corvo!
(‘Diocorvo!’cit)

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Ormai mi ha fiaccato anche la mia blogger preferita scoperta stamattina (mi sono svegliata all’alba), non so più cosa leggere per non pensare.
La nota positiva della giornata è stata scoprire che Paolo fox crede in me (si ho letto anche l oroscopo di domani).
Quindi, io vorrei solo dormire e chiudere con questa giornata di merda!
Odio voi, gli oscar, di caprio, Reggio Emilia, i cori , lo stadio. Siete stati interessanti fino alle 6,38 (38 minuti di interesse verso il mondo calcistico valgono secoli!)
Poi il nervoso. Solo nervoso costante qualunque luogo o soglia varcassi.
E oggi sono stata parecchio in giro.
Oggi ho guardato persino l ora a pole dance per capire quanto tempo ancora dovessi dedicare all’umiliazione del sè. Non mi è venuto un cazzo di niente. Il cacciavite infilzato sotto la scapola continuava ad essere infilzato li, ma io comunque vado anche a fare due ore di tessuti perché ero ferma da un mese, ma ne avevo bisogno.
Ora, io ti odio.
Io credo di odiarti proprio tantissimo.

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Questa settimana comincia con una sveglia inconsulta alle 5.56, così, a caso. I presupposti che sia migliore di quella appena passata ci sono tutti. (Se ti deprimi la sfiga ti accompagnerà in ogni tua scelta, le persone che sorridono sono quelle più fortunate, le cose belle capitano a chi é nel mood predisposto ad accettarle ecc ecc).
Sicuramente il moroso segreto di una delle tue migliori amiche non verrà nuovamente massacrato di calci (si spera si tenga lontano dalle risse per almeno 7giorni).
Sicuramente il weekend lavorativo non verrà invaso così pesantemente da cori e battute ultras su una partita di calcio (davvero sto scrivendo di calcio?!) importante e fondamentale come quella giocata nel cuore del territorio nemico (non sono sicura di aver trasmesso abbastanza pathos ma amen).
Sicuramente questa settimana, essendo carnevale finito, non vedrò quintalate di figa travestita da orsetto (già mi state sul cazzo normalmente, figuriamoci vestite da orsetto. Poi perché ?!?!).
Per non parlare delle fighe tifose.
La combo figa-orsetto-tifosa per fortuna mi è stata risparmiata.
Altra cosa fondamentale è che sicuramente non chiederò SCUSA, mai. Quelle della settimana appena conclusa sono così inutili e inappropriate che valgono per almeno un paio d anni.
Si perché questa settimana sono stata vittima di uno scherzo temporale e sono ritornata indietro alle medie, con la differenza che il mio grande amore a sto giro non limonava come una lavatrice.
In ogni caso a me è solo venuto in mente (dopo parecchi cocaerum) di chiedere scusa e filarmela (quella in centrifuga a sto giro ero io).56 anni 45 uscite per un limone e io chiedo SCUSA?!?!
Anni di provocatorio femminismo buttati così nel cesso.
Aggiungo pure che stanotte la grande bellezza ha vinto l oscar e io (come da previsione) appartengo alla categoria ‘caprecheancoranonlhannovisto’.

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Non so bene come sia cominciata la mia ossessione, quale fu il motivo o il racconto scatenante, ma di sicuro qualcosa con quello che sono diventata oggi c entra. 
Deve avermi lasciato un segno o comunque un simbolo tangibile di sofferenza che ancora oggi è visibile nel modo in cui affronto la vita, le relazioni, il lavoro, gli esami.
Da piccola io VOLEVO ESSERE UNA PRINCIPESSA. 
Non sto scherzando, io non so, non me lo ricordo quale cavolo di film, o libro avesse fatto scattare in me quest’ansia compulsiva, sta di fatto che manifestavo la mia volontà in ogni momento e con ogni mezzo. Soprattutto quelli artistici.
Disegnavo continuamente principesse. Quintali di principesse, fogli grandi, fogli piccoli, collage di fogli grandi, il tutto naturalmente vestita da principessa e con in testa un’asciugamano giallo perché le principesse nel mio immaginario erano bionde e con i capelli lunghi (a 5 anni io avevo un bellissimo caschetto castano sotto le orecchie). 
Mi ricordo la fremente attesa del carnevale per potermi finalmente travestire da -indovinate cosa?!- ca va sans dire!
Finalmente avrei potuto indossare un abito pieno di perle e brillanti e gemme e fiocchetti e pizzi e strascichi con quell’aria da vera principessa (ero sicura che l’ aria regale sarebbe appartenuta solo e soltanto a me fra tutte le altre bambine, io erano anni che mi allenavo).
Il giorno prima della festa a scuola mia madre, sobria e minimale professoressa di latino e greco mi compró un abito che neanche si avvicinava minimamente al mio personale concetto di principessa, e non é che non lo avessi espresso tale concetto personale eh!
Sembravo la servetta di corte più che la principessa sissi. Una servetta di corte con un abito fucsia con una piccola stellina argento su un fianco, tutta la mia reputazione si basava su quel giorno! Un ballo delle debuttanti rovinato! 
Mi ricordo che piansi un pomeriggio, mia nonna si precipitó a cucirmi sottogonna e fiocchi di tulle per cercare di migliorare la situazione (quella forse fu l’unica occasione in cui quella stronza di mia nonna non si comportò come tale). 
Mia madre ogni tanto tira fuori l’episodio e finisce sempre con l’accusarmi di avere sempre avuto gusti ‘reggiani’, un po’ pacchiani. (Qui devo aprire la parentesi che sono nata a Parma e che questa è l’unica circostanza in cui un componente della mia famiglia abbia mai preso una sostanziale posizione nella tradizionale diatriba Parma-Reggio).
Mia madre anni dopo ha chiuso in due scatole (ikea modello più grande) i reperti migliori e buttato via il resto, non prima di aver incorniciato la mia prima opera, uno schizzo in bianco e nero, che ancora si trova nel soggiorno a casa dei miei.
‘Per non dimenticare’
‘Le proprie origini non si scordano mai’ 
Ora, tutto questo per dire che non so bene in cosa questa mia ansia infantile abbia lasciato un segno, quale aspetto del mio carattere abbia segnato e modificato (giuro io non sono una ragazza viziata e non ho più alcuna passione per fiocchi e pizzi rosa ) ma di fatto è parte integrante del mio essere. Sono così perché non ho potuto essere una principessa. Ecchecazzo. 
Universo infantile a parte (che spero di non dover ricondurre tutto esclusivamente alla mia mancata origine nobile) sono sempre stata un po’ incazzata nella mia vita. 
Più o meno l’elenco delle persone con cui sono stata incazzata é il seguente:
1 mia sorella, volevo essere figlia unica.
2 mia madre, volevo essere figlia unica.
3 amica alice (era figlia unica e aveva le tette).
4 amica lisa (non era figlia unica, non aveva le tette, era una stronza).
5 insegnante di ginnastica ritmica (era una stronza, non aveva le tette).
Poi man mano che sono cresciuta l’elenco è cresciuto a dismisura 
Potrei aggiungere
6 amica alice(si sempre lei), si dimenticò per mesi di dirmi che il mio ragazzo di allora mi tradiva.
7 prof di mate del liceo, matematica la sapeva spiegare, però era una stronza. 
8 caporedattrice giornale1. Era una stronza. Quando durante una chiacchiera venne fuori che un mio amico si scopava una più vecchia e sposata e la vecchia e sposata in questione era lei divenne carina e gentile, a riprova che era proprio una gran stronza.
9 quel demente del mio ex moroso che tre (o quattro?!?) anni fa mi lascio nel mentre stavo guidando con tre suoi amici sul sedile posteriore a godersi lo spettacolo.
Siccome, dicevo, sono sempre un po’ incazzata (in vacanza studio a Londra c era uno stronzo che mi chiamava CateRogna, non so bene se in tono amichevole o meno, sta di fatto che gli feci pure il mio primo pompino ma questa è un’altra storia..) tendo sempre a essere insoddisfatta e a colpevolizzarmi parecchio. Uno dei segnali maggiormente manifesti è che mi innamoro sempre e solo di deficienti totali convinta di meritarmeli. Ma anche questa è un’altra storia.
Non so perché abbia scelto di raccontarvi questo colto e interessantissimo aspetto della mia vita, forse per esorcizzarlo, o forse perché bisogna comunque partire da un principio. E si il mio principio un po’ è imbarazzante. 

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Non ho la minima voglia di cimentarmi, già mi infastidisce normalmente, figuriamoci in questo caso.

Sta di fatto che anche se non soffro più per essere stata scaricata da un idiota certificato(lo psichiatra ha attestato tutto ciò che io all’epoca avevo solo intuito ma che non avevo gli studi adatti per definire con aria e charme corretti) il blog mi mancava.
Ogni tanto twitto ma il limite di caratteri mi sembra essere una grossa limitazione della libertà d’espressione. Io odio le limitazioni di pensiero. Specie del mio. Se sei un coglione voglio potertelo dire con il maggior numero di metafore che conosco.
Altra cosa. Sono in ferie e quindi pensavo che in ferie ci si potesse dedicare ad attività ludiche e rilassanti come l autocontemplazione interiore. O la sbronza più pesa degli ultimi sei mesi(quella di ieri si avvicina in effetti al mio 26esimo compleanno).
Invece di procedere al resoconto dettagliato, per quanto possibile, del mio venerdì sera ho deciso che tenterò un misero resoconto di opinioni (che un po’ funge anche da giustificazione, lo ammetto).
A oggi non sono così sicura di fare un lavoro sbagliato perché la barista è uno di quei mestieri che ti conferisce uno status. Tu sei ‘la barista del posto x’. Ti conoscono in tanti. Almeno di vista. L aspetto sociale é il mio preferito, io amo parlare, analizzare e studiare le persone che mi trovo davanti sulla base di quello che dicono, sicuramente questo è uno di quei lavori che offre un vasto campione di soggetti adatti a questo tipo di ludicitá. Di sicuro non sono come il mio amico che può passare anche una settimana senza parlare con nessuno. Mai.
Non mi metterò ad elencare tutti gli aspetti negativi del lavoro da bancone perché so per certo che emergeranno da soli e in pochissimo tempo, sono pur sempre in ferie.
Ieri sera ho avuto la prova vivente (e muscolosa) che il Karma a volte esiste, solo che è lento, e, soprattutto, agisce in modo isolato e sporadico.
Sarebbe inutile in effetti ricercare una sorta di logica nelle botte di culo se non quella del ‘me la merito’.
A proposito di botta e di meriti quella di ieri me la meritavo eccome.

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Photo Set
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bl00d-sugar:

I FOUND A TUTORIAL ON HOW TO MAKE DILDO POPSICLES IM LEGITIMATELy DYING OF LAUGHTER RN

(via thewondergarden)

Source: saramortis
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Sapere cosa fare, mi capita così di rado che quando succede non sono abituata allo shock.

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scarligamerluss:

altrochenuovonuovo:

ARE YOU FUCKIN’ KIDDIN’ ME?

Militanti al migliore offerente

(via unoetrino)

Source: limaotto
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In questi giorni ho trovato una cosa importante da fare con una persona importante, sono passata velocemente fra braccia amiche ma forse troppo velocemente, scritto un sacco di note, riaperto vecchi cassetti che se erano chiusi evidentemente c era un motivo, ascoltato pare maschili investendo e sperando di non perdere tutto alla roulette, girato una chiave in modo sbagliato e speriamo di non averla rotta dentro, rivisto facce amiche che speriamo non entrino in un loop irrecuperabile, scaricato applicazioni inutili, preso un caffè ancora più inutile e per chiudere in bellezza mi sono pure innamorata di uno biondo. Bene direi che adesso basta, l attesa è finita potete smetterla di portarmi sempre allo sdoppiamento di personalità!